L’INTUIZIONE SCONCERTANTE ED UTILE DEL SOLDATO KORAL74

L’estate dopo la maturità fu molto lunga ed intensa sotto svariati punti di vista. Una parte di questa intensità venne occupata con grande merito dal soldato KORAL74. Quell’uomo rese quell’estate indimenticabile, la movida notturna cittadina si inchinava dinnanzi alla sua musica innovativa che fotteva dolcemente il cervello ed il corpo, quest’ultimo sempre in preda a danze simili a raptus estatici alle quali era difficile se non impossibile sottrarsi.

Prima dell’avvento di KORAL74 Pietro ed alcuni amici erano soliti frequentare un locale sotto il livello stradale dove l’alcol, il fumo, la musica rock/metal, il biliardino e il gioco delle freccette regnavano incontrastati avvolti da un vociare che conteneva i discorsi più disparati ed assurdi. Questo posto per qualcuno era un luogo di ritrovo, per i più poetici una seconda famiglia oppure una specie di stanza dello spirito e del tempo. Una sera, mentre alcuni dei suoi amici abbastanza alticci cercavano di giocare a freccette un tizio si sedette vicino al bancone, proprio di fianco a Pietro ed ordinò una birra. Inizialmente non ci fece caso, siccome era intento ad osservare in maniera divertita i suoi amici. Pensava che due giorni prima i loro corpi e le loro menti erano stati irrigiditi dai vari esami che la maturità comprendeva ed invece ora si trovavano in una situazione priva di preoccupazioni, insomma una situazione più distesa e rilassata. Non sapeva il perché ma gli venne da sorridere e poi da ridere. Se vogliamo essere sinceri il motivo lo sapeva; il tutto era dovuto all’ennesimo cocktail micidiale denominato Satan. Che cazzo mi rido! Pensò prima che una ragazza gli ruttasse in prossimità dell’orecchio sinistro.

« Hey amico, hai una sigaretta?» Gli chiese il tizio.

Si girò e vide un uomo alto quasi due metri con un’ imponente massa muscolare lucente contenuta da una canottiera nera pronta a rompersi date le proporzioni del suo corpo. Aveva gli occhi neri, la testa rasata e un pantalone appartenente ad una mimetica militare il quale terminava con due stivaloni neri in pelle. Il colpo di classe era rappresentato dai due oggetti che aveva appesi al collo: un proiettile e un crocifisso in oro il quale era luccicante come la sua pelle unta. Un abbinamento ineccepibile.

« No, ma questa tizia prossima al coma etilico sì.» Rispose.

Poi, senza nemmeno chiedere, prese una sigaretta dal pacchetto della ragazza in questione e gliela diede. Lei non si accorse di niente. Dopo il rutto si era come addormentata. La sua testa giaceva sul bancone cullata da chissà quale dolce melodia soporifera. Iniziarono a parlare del più e del meno, poi quando gli disse il suo nome Pietro scoppiò a ridere nuovamente.

« Ahahaha, bel nome KORAL74!» Esclamò mentre lo guardava divertito.

La conversazione andò poi sulla sua storia di vita legata in buona parte al mondo militare. KORAL74 era stato un soldato in missione di pace all’estero in zone belligeranti dove le uccisioni e soprattutto le torture di giorno in giorno occupavano gli animi devastati di soldati, guerriglieri, sciacalli, mercenari, civili ecc. Il vortice violento del conflitto che tutti risucchiava e dilaniava affiorò leggermente dalle sue parole, ma in una manciata di secondi la narrazione venne sovrastata da un potente brano metal che fece cantare e scatenare buona parte dei frequentatori del locale. La conversazione andò a puttane. In quel delirio Pietro decise di andare un attimo in bagno per poi riprendere il discorso con il soldato, magari fuori dal locale dato il casino che c’era, purtroppo quando tornò non c’era più. Quella serata terminò con un’alcolica partita a freccette tirate alla cazzo di cane, come se il bersaglio fosse non più una componente del gioco ma un puro oggetto decorativo senza nessuna funzione.

Un mese dopo, durante un venerdì, nella serata inoltrata, camminando per strada Pietro si rese conto che il centro della città era insolitamente deserto. I locali erano aperti ma stranamente stanziavano pochissime persone. Anche il locale rock/metal era quasi vuoto, nonostante quella sera si fosse da poco concluso un concerto live di un importante gruppo svedese. Lui ed alcuni amici rimasero sorpresi della cosa. Mentre prendevano una birra, il barista sentendo i loro discorsi li informò che tutta la gente si trovava a Sekovia, quartiere periferico della città.

« Guardate ragazzi che nell’ultimo mese le cose piano piano sono cambiate, ormai vanno quasi tutti in discoteca, vanno a quella di Sekovia, a quell’altra che sta qui al centro, quell’altra vicino al ponte, ormai qui ma anche negli altri locali non ci va quasi più nessuno….Non so forse non ci avete fatto caso ma ora la cosa è evidente, pensate che nemmeno con il concerto che c’è stato stasera qui la situazione è cambiata, ormai si è preso quasi tutto….» Li informò leggermente scazzato il ragazzo dietro al bancone.

« Chi? Chi si è preso quasi tutto?» Chiese un amico di Pietro.

« Questa specie di dj che fa ballare tutti con questa sua musica particolare. Pensa, anche quelli che venivano qui e che in discoteca non ci sarebbero andati manco morti ora molto probabilmente sono lì a Sekovia in discoteca. Come si chiama….ah sì, si fa chiamare KORAL74!»

« Ah, ho capito chi è, l’ho conosciuto proprio qui il mese scorso. È stato un soldato, anche se lui, per come ricordo, si definisce ancora un soldato, quindi ora fa il dj….» Disse Pietro.

« Ormai ha il monopolio delle discoteche, i dj di musica latino – americana non ci sono più, i dj di musica house nemmeno, i revivals anni 80 – 90 nemmeno, ormai esiste solo lui. La gente non vuole altro, vuole solo lui, la sua musica è come una droga, vi ripeto anche chi odiava la discoteca ora ci va…..» Continuò il barista.

« E tu ci sei mai stato? » Gli chiese Pietro.

« Non ancora, forse in futuro, giusto per curiosità.»

« Comunque ragazzi lo dobbiamo in un certo senso ringraziare, prima eravamo pieni di sti cazzo di dj di musica latino americana, musica house e puttanate varie, per non parlare poi delle serate anni 80 e 90…..Si sarà pure preso tutto ma almeno c’è qualcosa di nuovo e soprattutto ci ha liberato da questa roba, Dio sia lodato, anzi KORAL74 sia lodato!» Esternò gagliardamente un amico di Pietro.

Tutti risero dandogli poi effettivamente ragione.

Mossa da un’irrefrenabile curiosità quella sera la comitiva decise di andare in discoteca. Appena entrati il loro apparato uditivo venne invaso da una musica mai sentita prima. Pietro cercò di catalogarla ma gli fu impossibile siccome era immediatamente giunto in un’altra dimensione dove l’imperativo categorico era ballare in una maniera apparentemente sconnessa. Sembravano degli invasati circondati da altri invasati. Lui ed i suoi amici non erano più padroni delle loro facoltà mentali, così vennero traghettati dall’abilità del dj verso un affascinante ed indecifrabile ignoto. Nella frenesia dei movimenti e delle luci riuscì a vedere in lontananza il palco dove il mitico dj lavorava e si compiaceva di quell’ennesima serata. KORAL74 gli sembrò un vero e proprio sacerdote che officiava la messa attraverso la sua sacra musica. Ogni tanto interagiva con il pubblico in una lingua che dava l’idea di essere orientale ma con influenze provenienti da altri mondi linguistici piuttosto remoti. Il pubblico rispondeva urlando e ballando come se non ci fosse un domani. Alla fine della performance tutti erano sudati, stanchi e già in fibrillazione per il prossimo weekend in compagnia di KORAL74. Tutti, compresi Pietro ed i suoi amici lo avrebbero seguito ovunque, anche in capo al mondo. Ormai erano diventati un tutt’uno con quell’ambiente sonoro, unico ed irripetibile.

Talvolta prima dello spettacolo l’acclamato dj si concedeva ai suoi fan, i quali lo tempestavano di domande alle quali lui non si sottraeva mai. Anche Pietro una volta era riuscito ad avere una breve conversazione. L’argomento era la musica di KORAL74.

« Quindi anche tu vuoi sapere di più sulla mia incatalogabile musica. Mi sembra giusto, peccato che poi dimenticherai tutto quello che c’è da sapere non appena inizierà la serata e la suddetta musica vi sottometterà facendovi godere per l’ennesima volta, ma ormai ci sono abituato. Dunque, ti ricordi di quando ci siamo visti in quel locale rock e ti ho parlato per un po’ della mia vita militare?»

« Certo!» Rispose Pietro che pendeva dalle labbra del suo interlocutore, cercando di carpire chissà quale arcano segreto.

« C’è stato un periodo in cui mi sono occupato come dire…. della gestione di svariati prigionieri. Quei figli di puttana anche se erano meno di noi ci avevano decimati mentre sgominavamo alcune delle loro basi. Comunque alla fine abbiamo vinto e con molti di loro ci siamo proprio divertiti. Disse il soldato dj sghignazzando.

Le orecchie di Pietro udirono storie di torture e di umiliazioni. Molte delle storie ad esempio parlavano di denudazioni con annessi atti sessuali forzati, di situazioni dove bisognava tenere con le braccia alzate dei considerevoli pesi fino allo stremo oppure di altre faccende dove la brutalità mista ad un malefico ingegno si spartivano gli spazi davanti ad uomini morti dentro in attesa della loro fine biologica la quale suonava come una liberazione. Ed è proprio in prossimità della loro fine che numerosi gruppi di prigionieri diedero involontariamente l’input all’intuizione sconcertante del soldato KORAL74.

« Prima che li ammazzassimo, molti di loro iniziavano a cantare in coro. Erano dei canti tribali delle loro tribù, ce ne erano un casino lì, ognuna con le proprie regole, tradizioni, ecc. Beh, questi sconosciuti canti mi hanno intrigato da subito e mi hanno fatto pensare a tante cose. Siccome sono sempre stato un appassionato di musica, ho deciso di registrarli, poi ho fatto un po’ di campionamenti e li ho uniti a delle melodie create da me. Quando ho sentito per la prima volta quei canti ho capito non ti so spiegare come, ho capito insomma che quello era il mio futuro, che lì c’era qualcosa di spendibile e di innovativo per il mercato. Sono riuscito ad abbandonare quel mondo ed ora faccio questo, anche se mi sento ancora un soldato, magari forse in un altro senso chissà.»

KORAL74 decise di finire così la conversazione perché la serata stava per iniziare ed i suoi fan compreso Pietro non vedevano l’ora di ballare, di lasciarsi andare ancora una volta. A proposito di Pietro, nel suo animo c’era un vero e proprio conflitto con protagoniste due opposte fazioni: la prima era quella dello sgomento dovuto al racconto appena ascoltato, la seconda era quella dell’eccitazione pre – serata. Ma il conflitto durò poco. Non appena si aprirono le danze, come aveva predetto il noto dj poco prima, giunse la pace con la sconfitta schiacciante della fazione dello sgomento. Il potere della musica dal palco arrivò nel mondo interiore di Pietro ed iniziò a plasmarlo con meticolosa cura, cancellando dalla sua memoria l’assurda conversazione. Un’altra notte da sballo era iniziata.

Luigi Catillo

4 risposte a "L’INTUIZIONE SCONCERTANTE ED UTILE DEL SOLDATO KORAL74"

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