LA VIOLENZA GENTILE

La giornata di lavoro era finita. Adanira lasciò la sua postazione e stanca morta uscì per ritornare a casa dove l’attendeva il lavoro domestico. Era un’operatrice call center di un’ importante azienda di telefonia cellulare e fissa. Non era da molto lì ma la sua personale percezione del tempo diceva il contrario, forse perché in precedenza aveva avuto esperienze in ambienti simili, quindi per lei la routine quotidiana rappresentava un continuum. Mentre usciva con la sua auto dal parcheggio un colpo di sonno stava quasi per farle perdere il controllo, poi con grande sforzo riaprì le palpebre, accese lo stereo e l’abitacolo venne invaso da Jimmy Hendrix e dal suo “Voodoo Child” il quale aiutò la giovane donna sia tenersi sveglia che a darle qualche manciata di energia per le faccende che l’attendevano a casa, quest’ultima purtroppo non proprio vicina, quindi oltre alla musica una buona dose di caffè era necessaria.

« Che cazzo è successo qui!» esclamò sottovoce non appena entrò nel soggiorno. Sul pavimento c’erano due piatti rotti, una brocca dell’acqua rotta e cibo sparso un po’ ovunque. Qualche secondo dopo, preceduti da urla e schiamazzi, irruppero nell’inaspettata scena i suoi due figli piccoli che si rincorrevano. La rabbia e la furia presero il sopravvento.

«Fermi! Che cosa state facendo?» urlò.

I due bambini si bloccarono. Erano paralizzati dalla paura. Non era la prima volta che facevano qualche casino in casa, ma stavolta, proprio in quel momento di terrore, si resero conto dell’errore commesso, nonostante i numerosi avvertimenti e i rimproveri della madre.

« Dov’è vostra nonna?»

« Al bagno.» rispose sibilino uno dei due.

La madre di Adanira uscì poco dopo dalla toilette ed iniziò anche lei ad inveire contro le due piccole pesti che nel frattempo avevano iniziato a rimettere a posto quel disastro insieme alla figlia. Voleva anche lei aiutarli ma Adanira glielo proibì tassativamente. Non voleva assolutamente farla stancare sia per l’età anziana che per alcuni suoi personali problemi di salute. La madre aveva già dato, ora toccava a lei, nonostante la stanchezza. Purtroppo non poteva permettersi una baby sitter siccome la situazione economica familiare non era delle migliori, soprattutto a causa del marito il quale non aveva un lavoro fisso. Tale precarietà non dipendeva soltanto dalle non tantissime opportunità di lavoro che caratterizzavano da molti anni il Paese ma anche dalla dipendenza dall’alcol che presenziava nel fegato e nella mente di lui. Una problematica che spesso gli ottenebrava la ragione, rendendolo di conseguenza una belva urlante desiderosa di sfogare i suoi malesseri su di lei costretta a subire in silenzio violenze di vario genere.

« Grazie di tutto mamma, a domani. » disse Adanira mentre l’anziana signora usciva dalla porta d’ingresso per ritornare a casa.

A serata inoltrata, dopo la cena, Adanira giaceva sul divano davanti alla televisione. Con le palpebre semichiuse guardava alcuni programmi dove venivano decantati sfarzosi stili di vita incarnati da personaggi grotteschi; per la precisione gente che conduceva esistenze dove l’unica apparente preoccupazione era come sperperare il denaro in modo da ritagliarsi un degno spazio nell’ambita e luminosa costellazione degli uomini ricchi e famosi. Nello zapping notò che oltre ai classici personaggi da copertina (ad esempio il calciatore, la showgirl, l’imprenditore, la rockstar, il divo del cinema, il politico, lo stilista, il volto noto della TV ecc…) c’erano anche altri soggetti semisconosciuti o sconosciuti del tutto che si davano gomitate a vicenda pur di entrare di prepotenza nell’olimpo dorato. Alcuni di questi provenivano anche da realtà molto lontane da quelle soprammenzionate e ciò incentivava la sua fantasia di un’ascesa sociale. In verità restava solo una fantasia fine a se stessa, una fantasia passeggera che dopo la celebre frase “ chissà come sarebbe la mia vita se….” svaniva nel buio sancito dal sonno che la lasciava spesso dormire in soggiorno. Un’entrata economica in più in famiglia però l’avrebbe aiutata moltissimo, sotto molteplici punti di vista. Uno dei primi investimenti sarebbe andato verso la risoluzione del problema di suo marito, problema che secondo lei andava oltre l’alcolismo. Sì, una delle prime cose che avrebbe fatto sarebbe stata quella perché nonostante le vessazioni che subiva quotidianamente continuava ad amarlo, avendo fiducia in quella bontà d’animo che un tempo albergava in lui prima del suo graduale e devastante cambiamento. Mentre mandava messaggi su WhatsApp ad alcune sue amiche i suoi occhi si posarono fulmineamente sulla porta d’ingresso abbandonando lo schermo dello smartphone. Suo marito stava rientrando e…ebbene sì, anche quella volta puzzava di alcol. Il prosieguo della serata come spesso accadeva si prospettava lungo e difficile per Adanira, ma ormai era abituata a quel tipo di situazioni, si augurava solo che i bambini non si svegliassero.

La mattina successiva con grande fatica si alzò per iniziare una nuova giornata. Non appena entrò in macchina ed accese il motore avvertì dietro la sua nuca un qualcosa di duro che faceva una leggera pressione. Si trattava di una pistola, per la precisione di una Beretta 92.

« Non ti agitare, stai calma e vedi che non ti succederà nulla, fai come se niente fosse successo,fai quello che fai normalmente, fai la strada per andare al lavoro, avanti su…» disse pacatamente l’uomo dietro di lei.

Adanira obbedì con il cuore pronto a scoppiare da un momento all’altro. Dopo dieci minuti arrivarono ad una rotatoria, lei doveva prendere la terza uscita, ma l’uomo le ordinò la seconda. Dopo un po’ i due giunsero in un ampio parcheggio in aperta campagna dove c’era uno degli ultimi modelli della Maserati.

« Ferma l’auto vicino a quell’altra auto. Ora andiamo in quella Maserati. Tu ti siedi al posto di guida ed io sarò di fianco. Dopo ti do le chiavi. »

Adanira nel giro di pochi minuti passò da una semplice utilitaria ad una macchina che sul mercato stava intorno ai 100.000 euro. L’uomo con la pistola nel raffinato abitacolo sembrò leggermente più disinvolto nel parlare con lei mentre viaggiavano lungo la strada. Il suo sguardo era più rilassato rispetto a prima.

« Bella questa Maserati eh? Ti piace?»

Adanira rispose di sì mentre guardava la strada deserta. Aveva molta paura. Quel tipo le sembrava un pazzo da legare. Si augurava che quell’incubo finisse il prima possibile.

« Bene, questa macchina è tua, te la regalo. Ora continua sempre dritto e al prossimo incrocio svolta a sinistra, andiamo a casa mia, è bellissima vedrai. È una villa lussuosa con piscina, anche quella te la regalo. Oggi firmeremo un bel po’ di documenti per i vari passaggi di proprietà.» Le disse l’uomo mentre prendeva il portafoglio di Adanira per riempirlo di importanti banconote.

Lei sott’occhio notò quell’insolito gesto. Rimase scioccata. Continuò a guidare in silenzio pensando che al suo fianco ci fosse una follia senza controllo. Un brivido di terrore le corse lungo la schiena in prossimità dell’avvenente villa quando il tizio con la pistola puntata le disse:

« E se non accetterai, se non godrai a pieno di queste ricchezze che ti darò, giuro che ti ammazzo! Hai capito? »

Non riusciva a parlare ora. Guardò per un istante l’uomo negli occhi. Sembrava infastidito da quel silenzio. Si fece forza e con grande fatica fece uscire dalle tremanti labbra un timido “sì” a malapena percepibile.

Adanira e la sua famiglia si trasferirono nella villa sotto la supervisione di quell’uomo il quale in realtà era una persona molto nota, si trattava di un interessante e versatile attore impiegato fino a qualche anno fa in molte serie TV e film di stampo nazionale ed internazionale, passando da ruoli comici a drammatici con grande naturalezza. Inoltre, leggendo la sua storia, saltava subito all’occhio come la sua carriera fosse magnificamente sfaccettata. Ad esempio si potevano leggere su Wikipedia, nella sezione filmografia, sia collaborazioni con registi che incarnavano un tipo di cinema più impegnato e sperimentale dove la logica del botteghino era bilanciata da un tipo di ricerca legata alla qualità artistica, sia inaspettate collaborazioni con film puramente commerciali oppure con prodotti a basso budget che spesso venivano catalogati come trash. Erano alcuni anni che era uscito dalle scene per svariate questioni che toccavano faccende contrattuali, private e con la giustizia. Quando Adanira lo riconobbe rimase molto colpita dal suo aspetto trasandato, ben lontano dall’uomo che fu vicinissimo a vincere un Oscar dopo una magistrale interpretazione come tagliagole in un thriller divenuto poi una pietra miliare del cinema.

« Beh, ti trovo bene, ancora più bella rispetto a ieri. Vedo che la vita che ti sto offrendo ti sta giovando. Ne sono felice, non lo sai quanto….» disse l’uomo mentre osservava Adanira nella vasca idromassaggio che si beava nelle svariate essenze aromatiche.

Da oltre un mese non lavorava più al call center siccome non ne aveva più bisogno. La sua routine quotidiana era drasticamente cambiata; niente più preoccupazioni economiche, niente più stress da lavoro, niente più stanchezza, inoltre aveva la sua baby sitter per i due bambini quindi finalmente aveva tutto il tempo che voleva da dedicare a se stessa. Quell’uomo dall’immensa gentilezza e generosità l’aveva fatta rinascere. Lo guardò fisso negli occhi e gli sorrise prima di lasciarsi andare al massaggio. Gli era infinitamente grata.

« Perché non posi quell’arma? Non credo ti serva più ….»

« Ogni cosa a suo tempo Adanira, ogni cosa a suo tempo » rispose lui accennando una risata. Poi la lasciò sola.

Qualche settimana dopo Adanira si svegliò sul tardi. Il giorno precedente era stata con lui ad un party esclusivo nella capitale dove aveva iniziato a conoscere persone addentrate nei mondi dei salotti televisivi. Probabilmente aveva trovato un’occupazione nella produzione di uno sceneggiato. Tutto questo perché quell’ozio iniziava a stancarla quindi pensò bene di usare il suo gentile benefattore sempre armato per iniziare ad intessere legami nell’alta società. Andò in soggiorno e stranamente non c’era lui seduto ad attenderla come sempre per augurarle il buongiorno con tanto di colazione. Si recò in cucina ma la servitù non c’era. D’istinto andò nella stanza dei figli e vide che lì non c’era nessuno. Ebbe la terribile sensazione che non fossero mai stati lì. L’ambiente era ben ammobiliato e soprattutto dannatamente bello, eppure emanava un senso vuoto, non c’era nessuna traccia delle due piccole pesti. Cercò di telefonare a suo marito ma il numero risultava inesistente. In seguito telefonò a sua madre,alle sue amiche, alle persone conosciute recentemente in quella vita da favola ed infine a lui. Tutti i numeri risultarono inesistenti. Un senso di solitudine la pervase, poi notò la pistola vicina al centrotavola. Era la prima volta che la vedeva incustodita. La guardò attentamente e poi capì tutto. Sì, se voleva vivere doveva farlo, altrimenti sarebbe stata inghiottita del tutto. Prese l’arma ed uscì con la sua Maserati rosso fiammante. A tratti le sembrava di stare in un sogno mentre percorreva la strada di campagna costeggiata dai vigneti ed immersa in un silenzio surreale. Il cielo nuvoloso le dava un senso di sfiducia. Dopo una ventina di minuti giunse finalmente il suo momento e il volto divenne più radioso e soprattutto impaziente. Sul lato destro della strada c’era una disperata prostituta. Dietro di lei divampava un fuoco minacciato da un vento impetuoso. La fece salire e poi iniziò ad accelerare all’improvviso ridendo come una squilibrata. La giovane ragazza si spaventò. Giunta in uno spiazzale desolato la Maserati si fermò. La ragazza voleva scappare ma Adanira le puntò la pistola intimandole di mettersi al posto di guida. Successivamente le due donne presero la strada che le avrebbe condotte alla villa. Durante il viaggio Adanira iniziò a riempire la borsa della malcapitata di banconote dal valore importante e notevole. Un senso di sollievo pervase il suo cuore. Stava per nascere un nuovo ciclo.

Luigi Catillo

9 risposte a "LA VIOLENZA GENTILE"

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